

Nel blog della Samuele Editore tutte le foto della Fiera Internazionale del Libro di Torino - Stand Samuele Editore e non solo.
Sabato 19 maggio, alle ore 20.45, presso l'ex Convento di San Francesco (Pordenone), Idrografie, a cura di Chiara Tavella. Letture di Alessandro Canzian (Canzoniere inutile, Samuele Editore 2010, pref. di Elio Pecora; Luceafarul, Samuele Editore 2012, pref. di Sonia Gentili) e Guido Cupani (Le felicità, Samuele Editore 2010, pref. di Giulia Rusconi)
Domenica 20 maggio alle ore 18.30, presso l'Osteria dei Poeti di Aviano (Pordenone), Samuele Editore presenta la vernissage di Elena Coliman e Tatiana Piccolo. Due artiste per due differenti approcci col mondo e la pittura.
Giovedì 24 maggio 2012 ore 21.00, alla Casa della Poesia di Milano: Piccoli Grandi Editori di poesia: SAMUELE EDITORE. Serata a cura di Amos Mattio. L'editore Alessandro Canzian presenterà il suo lavoro attraverso le sue collane a alcuni dei suoi autori: Arnold de Vos, Guido Cupani, Nicola Riva, Federico Rossignoli.
Apre una sezione della collana Scilla: collana Scilla I Maestri. Primo numero L'azzurro della speranza di Giorgio Bàrberi Squarotti. Una collana di autori che hanno fatto la letteratura del novecento italiano e non solo. Una collana di Maestri per scoprire loro nuovi versi e per riscoprire quei libri ormai introvabili tra gli scaffali delle librerie. Questa sezione della collana Scilla si pone l’obiettivo, alto, di portare all’attenzione dei lettori nuove e vecchie opere di grandi autori. Inediti quanto prime edizioni. Per continuare a leggere e assaporare la grande poesia italiana.
Oggi Alessandro Canzian ci riporta al mito e alla formularità della poesia narrativa con il poemetto Luceafarul, favola di un amore che al contempo afferma, trasfigura e tradisce se stesso. Una bellissima fanciulla mortale e l’immortale astro Iperione (Luceafarul) si innamorano, ma l’amore fra il transeunte e l’eterno è impossibile. Siamo di fronte ad una delle molte declinazioni del popolare mito di Amore e Psiche, «storie diverse ma che tutte narrano dell’amore precario, che congiunge due mondi incongiungibili, che ha la sua prova nell’assenza; storie d’amanti inconoscibili, che si hanno davvero solo nel momento in cui si perdono». Il testo di Canzian è una odierna rielaborazione di un noto poemetto ottocentesco, Luceafărul, del grande poeta rumeno Mihai Eminescu; i personaggi sono gli stessi e il senso del mito resta, per mantenere la bella immagine calviniana, quello di un amore che in quanto congiunge due incongiungibili ha la sua prova nell’assenza. A cambiare è il senso dell’assenza dal mondo di Luceafarul: se in Eminescu l’astro immortale Iperione, pure tentato dall’amore per il mondo mortale, appartiene decisamente all’eterno, in Canzian Luceafarul è sin dall’esordio un tormentato essere in cammino (dalla prefazione di Sonia Gentili)
I versi dell'autrice ucraina sono immediati, veloci e precisi nel loro svolgersi, le parole sono essenziali, anche i momenti drammatici sono rielaborati con la leggerezza di gesti metodici e quotidiani, l'ironia è l'intonazione principale della parola poetica che spesso si accompagna alla ricerca di parole colloquiali, di modi di dire che vanno a sostituire parole più drammatiche e cariche di tensione, stemperando la forza del dolore vissuto, che comunque traspare, anche se patinato. [...] La poesia di Natalia Bondarenko vive nel reale, ogni parola è vissuta ed è per questo che la sua intensità è forte e costante in ogni suo componimento: anche leggendo, senza seguire l'ordine della raccolta, poesie scelte a caso la vita dell'autrice entra nel contesto poetico, perché ne è la fibra costituente, l'anima stessa e nel lettore nasce una sorta di comunione e di interazione spontanea con il mondo della poetessa ucraina (dalla prefazione di Katia Longinotti)
Istanti, come a dire momenti, fotografie, schizzi di tempo qua e là sul piano della vita. Gli istanti sono dei punti definiti, fermi, dei nodi di passaggio nelle esperienze quotidiane che spesso non hanno alcuna caratteristica lirica, alta, ma che rimangono fissi nella memoria per un’altra possibilità delle cose umane: la profondità. Un po’ come trovarsi di fronte a un distesa sterminata d’acqua – il mare – e di fronte a un pozzo d’acqua dalla circonferenza non troppo estesa, ma del quale non si conosce la profondità. Gli istanti della vita li possiamo pensare così: come pozzi d’acqua di cui non conosciamo la fine, dentro la terra, dentro la vita, e dentro le persone. Istanti di Loredana Marano è proprio tale profondità che va ad osservare, a riflettere con sguardo stupito e spesso volontariamente lirico. Quasi a voler restituire all’istante la sua giusta dimensione. Una foto che non tradisce il soggetto. E di foto, di immagini, in effetti si può ben parlare leggendo questa piccola raccolta di versi (dalla prefazione dell'Editore)
Quante storie di nostalgia in questa raccolta, quanto rimpianto per ciò che poteva essere e non è diventato e quante volte – leggendo – in questa nostalgia e in questo rimpianto più o meno consapevolmente ci ritroviamo, al di là delle forme e degli stilemi, per dire che sì, nonostante tutto ce la faremo, anche se con il disincanto che lasciano le ferite ed i graffi della vita (dalla prefazione di Caterina Rea Furlan)