Dolori – Zhao Lihong

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Dolori
Zhao Lihong
a cura di Flaminia Cruciani e Marco Sonzogni
Pagine 140
Prezzo 15 €
ISBN 978-88-94944-99-0
 
 
DISPONIBILE A BREVE
 
 

Chi ama la poesia spesso ritiene sia intraducibile. Noi e il nostro Editore pensiamo lo sia e la poesia di Zhao Lihong – sorprendente, visionaria, incantatoria – è stata tradotta in tante lingue. Con fiducia nel nostro modo di sentire e fare poesia abbiamo deciso di rispondere poeticamente alle sollecitazioni di questo potente e raffinato scrittore. Le nostre versioni sono echi di una conversazione cui hanno preso parte anche amici sinologi e traduttori maderlingua italiani, cinesi e inglesi: grazie a loro ci siamo potuti avvicinare al genio poetico di Lihong con la libertá di chi, ricevuto un dono, vuole immediatamente condividerlo.

Flaminia Cruciani & Marco Sonzogni
Shanghai, Festival Internazionale di Poesia
1-4 dicembre 2023

 
 

MALE DI VIVERE
di Adonis
dal testo originale arabo della prefazione pubblicata per la prima volta nella traduzione francese di Aymen Hacen (cfr. “Douleurs d’existence et de poésie”, in Zhao Lihong, Douleurs, L’Harmattan, 2018, pp. 7-10)

1
“Vincere il dolore”: un grandioso vessillo innalzato dal canuto filosofo greco Epicuro che poi Lucrezio, suo studente romano, fece proprio. L’arma di Lucrezio è la cosiddetta “anima purificata” – le persone dovrebbero immaginare la morte non in quanto tale ma come “sonno d’altro genere”.
Catarsi purga purificare. Le anime umane, tuttavia, non sembrano accettare questo tipo di “purificazione”, come se il dolore fosse necessario per costituire l’anima e liberarsene significasse sfuggire l’anima stessa.

2
La sofferenza testimoniata in questa raccolta di poesie non è individuale ma collettiva. Se ognuno di noi potesse facilmente affrancarsi dalla sofferenza non sarebbe necessario parlare di dolore comune.
L’essenza di un essere umano, in vita come in morte, risiede dunque nella sofferenza? Probabilmente non c’è antidoto. O forse l’antidoto è proprio nell’accettarlo, il dolore. E con il dolore affratellarsi in dialogo, in viaggio, al risveglio, bere il tè dalla stessa tazza.
L’uomo ha inventato ogni tipo di sado possibile per misurarsi con l’arsura con cui è nato.
Come se l’avversario fosse il vento e l’arma una rete: ma come può una rete intrappolare il vento?
In questa domanda – che non pertiene alle frivolezze della nostra quotidianità ma all’esistenza stessa – c’è il fulcro di Dolori. Nelle poesie di Zhao il dolore trascende i confini corporali raggiungendo la mente e l’anima. Al significato letterale, quindi, si aggiungo valenze etiche ed espressive.