Un passo dal nulla – Virginio Zoccatelli



 
 
Un passo dal nulla
Virginio Zoccatelli
Pagine 94
Prezzo 13 euro
ISBN 978-88-94944-54-9
 
 
PREVENDITA (I LIBRI VERRANNO INVIATI A PARTIRE DAL 26 APRILE)

 
 

I libri e il teatro sono una questione d’incontro, sempre. L’arte, la letteratura, lo stare su un palco con una maschera o con il sé più vero sono un parlare, anzi, un offrire il dialogo. L’occasione di poter confrontarsi con qualcuno, conosciuto o sconosciuto che sia, apre le porte a nuove emozioni, a profonde sensazioni e a consapevolezze mai vissute prima.

Ho incontrato Un passo dal nulla di Virginio Zoccatelli proprio grazie a uno di questi bellissimi quanto inaspettati incontri. A metà gennaio 2022 infatti ricevo la telefonata di una ragazza conosciuta a Brisighella sei mesi prima, in occasione di un evento letterario. Elisabetta Zambon, che di lì a poco scopro dirigere una collana di poesia per un noto Editore del settore, mi parla della pubblicazione dell’opera di un compositore. Le spedisco quindi i miei riferimenti e attendo.

Trascorrono alcuni giorni e apro gli allegati che distrattamente comincio a leggere. Dalla prima lettura naturalmente deconcentrata e superficiale, passo quasi immediatamente a una curiosità stupita e mi domando, scorrendo le pagine più attentamente, come mai mi siano stati inviati questi testi e perché.

Le Foibe, la primavera del 1945, il confine con la Jugoslavia, Trieste, Gorizia, il dramma, la morte. Sono immagini che cominciano a circolare nella memoria. Perché? Piano piano affiorano alcuni ricordi, scoloriti e opachi. Nel 2012 avevo affrontato lo stesso tema in teatro con un lavoro che aveva per titolo: Il sentiero del padre, poi, dopo cinque anni nel 2017, ancora il tema della guerra e della carneficina delle Foibe con un lavoro musicale: Terre di canto. Momenti drammatici già vissuti e archiviati, forse dimenticati, o sepolti tra i ricordi.

Ora, tutti questi elementi riemergono nitidi e implacabili mentre rileggo con attenzione Un passo dal nulla, il libretto d’opera scritto da Virginio Zoccatelli. Nulla accade per caso e capisco sempre meglio la scelta di coinvolgermi.

La forza evocativa del testo attraverso parole, situazioni e azioni ricrea emozioni vissute e stati d’animo veri. Esplode una sintesi inaspettata, succede come un corto circuito. Il teatro è un luogo dove tutto è possibile, dove ogni cosa può accadere e dove il dramma, attraverso la finzione, ti investe come un’esperienza vissuta.

Franco Palmieri

 
 
 
 

Preludio

 

Musica: Preludio orchestrale

Trieste, zona di S. Giusto, appartamento della famiglia Levi, al primo piano sopra la Farmacia. Luci soffuse all’interno della camera da letto di Nora: l’arredamento presenta un comodino, la scrivania e due sedie: un’ampia finestra mostra la luna al crepuscolo. In vestaglia da notte entra in scena Nora: siede alla scrivania e prende carta e penna dal cassetto. Appoggiata sulla scrivania una abat-jour accesa che irradia una luce fioca. Nora scrive ispirata una lettera, la piega e la pone in una busta. Stringe la lettera al petto trattenendola, poi indossa uno scialle posto ai piedi del letto ed esce.

 
 

Atto primo

in 3 scene

 

Scena Prima

 

Trieste, Piazza Unità d’Italia, 5 Maggio 1945, di mattina.

Cittadini italiani e militari della IV Armata jugoslava.

Musica: Marcia militare.

Militari jugoslavi entrano a Trieste, sono armati e in divisa: sventolano bandiere jugoslave con una stella rossa al centro su fondo blu, bianco e rosso dall’alto in basso in senso orizzontale. Costoro fermano alcuni passanti chiedendo documenti: chi non si ferma o tenta di ribellarsi viene bloccato con la forza e anche gettato a terra a seguito di risse e colluttazioni.
I militari jugoslavi annotano nei loro taccuini alcuni nominativi.

Musica: Trst je nas! (Coro maschile di militari jugoslavi)

I soldati jugoslavi, sostenendo le loro bandiere, sfilano nella Piazza e inneggiano alla presa del potere a Trieste.

 
Coro di Militari

Siam vincitori su questa terra
qui lasceremo il nostro sangue,
Trst je nas ora,
Trst je nas sempre!
Siam padroni del mare,
della terra dei nostri padri.
Trst je nas! Trst je nas!

I soldati jugoslavi escono dalla scena.

 
 

Scena Seconda

Interno della Farmacia Levi, zona della Cattedrale di S. Giusto.
Vittorio si reca presso la Farmacia per incontrare Nora e raccontare dei recenti fatti che accadono in città.

Musica 4: Eccomi son qui. Non sono un attore.

Vittorio

Eccomi son qui, amor per te!
Temevo che qualcosa potesse dividerci.
Vicende oscure capitano in città!

Nora

Sai Vittorio, ho paura che quest’odio
tra la gente non potrà finire mai!
Tu lo sai, ti amo, e vorrei venir con te,
troppi impedimenti sono ancora tra di noi,
… poi saprò donarti il cuore!

Il padre di Nora, Tullio, entra in scena interrompendo il dialogo tra i due innamorati ed esprime la sua contrarietà alla relazione tra Vittorio e la figlia Nora. Tullio rivolge contro Vittorio termini sprezzanti.

Tullio

Voi siete illusi e non vedete
che il vostro amore non potrà mai avere vita,
mai aver futuro!
Tu Vittorio caro, non sei degno di mia figlia,
con quel tuo lavoro che non ha alcun senso
perdi solo tempo.
Non illudetevi, smettete quest’arte scenica!

Vittorio, risentito e offeso, risponde d’impeto.

Vittorio

Non sono un attore, non sono un giocoliere
che incanta gli animi soli.
L’inganno lo rinnego, cerco solo la verità
che dice che amo una persona,
si chiama Nora!
Adorata anima, mio eterno sole,
io voglio trascorrere
ogni mio istante con te!
Non sono un pagliaccio, non sono un poeta
che scrive al vento parole vuote.

Vittorio abbraccia Nora: le lascia il suo foulard come pegno d’amore. Tullio indignato si reca nel retrobottega, Vittorio sconvolto e amareggiato esce dalla Farmacia.

 
 
 
 
PREVENDITA (I LIBRI VERRANNO INVIATI A PARTIRE DAL 26 APRILE)