Di stanze e strali – Paola Marchesan



 
 
Di stanze e strali
Paola Marchesan
Pagine 76
ISBN 978-88-94944-36-5
 
 

 
 
 
 

L’esordio poetico di Paola Marchesan ci conduce attraverso ambienti raccolti di riflessione personale, di solitudini e di attese. Stanze che sono strofe di un versificare evolutivo attraverso il quale, assolto il tempo dei silenzi, si va a comporre un’elaborazione emotiva che giunge alla riscoperta di sé. Una poesia che struttura un percorso intrinseco ed emozionale per l’autrice che, attraverso la narrazione di un amore astratto, ci offre lampi epifanici di autenticità e di intima verità che diventano strumento di crescita interiore e l’inizio, seppur sofferto, di un percorso di autoconsapevolezza e di rivalutazione di una femminilità nascosta.

Elisabetta Zambon

 
 
 
 
E se, per un attimo solo,
dimenticassimo chi siamo?
Con un solfeggio iperbole
levassimo le ali
da questa fonda livida,
dal denso del buonsenso
che ci misura il passo,
lontani dai perché,
come sterne sulle onde
migrando la stagione.
Leggeri, sconfinando noi. 
 
 
 
 
 
 
A piedi nudi accarezzo
una nuvola.
Sono carne, denti e capelli,
ma è cosmico il volo.
Colgo steli curvati dal sole,
e la mia bocca li disseta,
ebbra di vita.
 
 
 
 
 
 
Cade neve sui rami,
un ricordo di passi.
Sospesa, gentile.
Un ciliegio che attende
un chissà di fiorire.
 
 
 
 
 
 
Assolto il tempo dei silenzi
s’alza in volo lo stormo del
ritorno. Senza il tuo cielo
fiorirà ancora il ciliegio.
Nel più greve degli inverni
non ci sopravvivono i cuori.
Zucchero sciolto,
nella tasca, dimenticato.
 
 
 
 
 
 
Estate che corre, un giorno di più,
e un non so del tempo che resta.
Non voglio partire senza aver
letto tutto di questa romanza,
della prossima alba,
del tuo mare profondo e
della sabbia attaccata ai miei piedi.
Amami ancora vita, nel vento,
tra i rami di questo tramonto.
Prendimi al petto piumato di rosso,
che più non vorrebbe migrare.