da Il Sole 24 Ore del 13 aprile


 
 
da Il Sole 24 Ore
 
 

“Infante”

 

Il termine “infante” deriva dal latino “infans”, “muto”, ancora sprovvisto di parola; e di frequente Heaney si è definito tale, quasi si sentisse predestinato a un uso inclusivo del linguaggio. La sua naturalezza di trasfusione dall’ascolto sensoriale alla lettura silenziosa è evidente sin dal suo esordio, “Morte di un naturalista” (1966), tradotto postumo da Marco Sonzogni. Le scene rurali sono struggenti nella loro normalità: i rumori campestri s’imprimono nella memoria di lui infante, appunto, influenzando la sua intera produzione e conducendolo a fondere lo scavo dell’antica vanga impugnata dal nonno e dal padre con quello della penna veritiera sul foglio. “Sradicava gli alti ciuffi, affondava la lama lucente”: in “Digging” risalta il ritmo dell’arnese che solcava il terreno, battente e insieme oscillatorio, che nella dimensione atemporale della poesia mette in relazione il presente e il passato, i momenti diversi di una stessa esistenza o di vite diverse.

 

Il decennale della scomparsa

 

Ordinario di traduttologia, italianistica e comunicazione interculturale all’Università di Wellington, in Nuova Zelanda, Sonzogni ha goduto per anni dell’amicizia con il Nobel. E oggi è una delle personalità più autorevoli sulla sua opera, a tal punto che si sta occupando delle principali pubblicazioni a lui dedicate e previste nei prossimi mesi. Se lo scorso autunno abbiamo avuto in hardcover “The Translations of Seamus Heaney” (Faber&Faber), curata da lui stesso, il prossimo ottobre uscirà l’edizione paperback. Parallelamente, ha introdotto i testi del Meridiano che confluiranno ne Lo Specchio Mondadori, ma senza apparato critico, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. La novità sul nostro mercato editoriale, a cura di Sonzogni, sarà “Come a casa. Le versioni pascoliane” (Samuele Editore), volume concepito con Leonardo Guzzo e Federica Massia che inaugurerà il palinsesto poetico del Salone del Libro di Torino, sotto l’egida di Pordenonelegge.

Matteo Bianchi

 
 
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