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La nostalgia di Nguyen Chi Trung a Bisceglie: il massimo poeta vietnamita vivente fa “scuola di sentimenti”

La nostalgia di Nguyen Chi Trung a Bisceglie: il massimo poeta vietnamita vivente fa “scuola di sentimenti”

Cultura / Eventi // Scritto da Serena Ferrara // 27 novembre 2014

 

chi trung (3) Sono i “Venti” (Samuele Editore 2014, collana Scilla) di Nguyen Chi Trung, massimo poeta vietnamita vivente, ad aprire la nuova edizione di “Notte di Poesia al dolmen”, l’happening estivo a cura di Maurizio Evangelista e Teodora Mastrototaro, che quest’anno apre le porte all’inverno, con una serie di incontri mirati in collaborazione con i poeti della Vallisa di Bari.

48 poesie di una formidabile densità, quelle presentate il 26 novembre a Bisceglie, nella sala Centauri del Nicotel, ad un pubblico di caratura. 48 lezioni di vita, in cui il facile lirismo di maniera, il concettualismo costruito di tanti autori occidentali, lascia spazio ad una spiazzante concretezza. Sulla realtà, vista per ciò che è e nulla più, c’è totale sospensione del giudizio: Chi Trung pone solo domande, compone ritratti di assenze e descrive notturne lontananze  con una musicalità che ha il ritmo, perfetto e sinuoso, della vita.

C’è, nell’articolato schema metrico a doppia rima dei versi di Chi Trung, tutto il succo del suo essere ingegnere, vissuto a confine tra Oriente ed Occidente (vive in Germania da anni), tra uno spiritualismo che non conosce il concetto di “anima” e l’idea che “ognuno è il destino di se stesso” e la vita è in fondo fatta solo di scelte. Gli umani “autoaddolorati”, “autoespulsi” non trovano conforto neanche nell’amore, che è “fraintendimento”. La poesia? Neanche quella serve a rendere il mondo migliore. «E’ sopravvalutata da troppi. La poesia, che nasce dal dolore, è una buona forma di consolazione».

Il poeta vietnamita Nguyen Chi Trung

Chi Trung ama la Puglia, dove è stato per la prima volta 10 anni fa,ospite a Bari, per la festa di San Nicola, dei poeti della Vallisa. Ci è tornato volentieri e, spinto a raccontarsi dalle domande del pubblico e della giornalista (nostro redattore Grazia Pia Attolini), ha raccontato di sé, della sua infinita ricerca sul perché della vita, delle continue attese del domani, della scrittura, che nasce spontanea e che, nella sua libertà abbraccia sempre la tradizione.

Introdotto dal prof. Daniele Giancane e dall’amica e sostenitrice poetessa Angela Giannelli, per le letture del poeta e drammaturgo Zaccaria Gallo e le atmosfere sonore di  Vittorio Gallo,  Chi Turng ha donato preziosi spunti di riflessione sulla vita e la poesia, “scuola di sentimetni”, come l’ha definita Maurizio Evangelista nei saluti di chiusura.

Da Bisceglie, invece, ha ricevuto il calore che attendeva ed una targa di riconoscimento e a memoria dell’evento, donata dall’amministrazione comunale, rappresentata dal consigliere delegato dott.ssa Rachele Barra.

“Notti di poesia al dolmen” proseguirà, il prossimo marzo, con una nuova serata all’insegna della parola poetica, i cui dettagli gli organizzatori preferiscono, per ora, non divulgare.

 

 

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