Così diviso il corpo – Paola d’Agnese



 
 
Così diviso il corpo
Paola d’Agnese
Pagine 80
Prezzo 12 euro
ISBN 978-88-94944-48-8
 
 

 
 

Altri libri hanno preceduto questa novità di Paola d’Agnese, ma sono convinto che qui abbia raggiunto, per varie ragioni, a mio avviso evidenti, il suo maggior livello di maturità espressiva. Della sua poesia, del suo linguaggio poetico, è in primo luogo notevole la sottigliezza esatta della scrittura, la vitalità nervosa della pronuncia, il taglio felicemente economico, e dunque essenziale e molto incisivo. Il tutto nella sobrietà di un tono elegante e senza alcun accenno di sottolineatura enfatica. Anche perché si tratta di un dire che vuole arrivare senza indugio al centro delle cose, alla propria, personale verità di una visione del reale.

L’autrice, insomma, si muove dentro la sua normalmente umana condizione in modo ben vigile, e ne trae le linee di senso che più la persuadono, nella precarietà vissuta dell’esserci, in concise formule di una meditazione lirica realizzata nel corso degli anni, trattandosi infatti di poesie riorganizzate a posteriori ma ideate e composte in un arco di tempo molto ampio. Ecco allora che Paola d’Agnese realizza la riflessione sul proprio rapportarsi al mondo e al vivere, che sia in armonia o in attrito, con una fitta attenzione sensibile e reattiva. Ed ecco muoversi le tracce più delicate e a volte anche sotterranee dell’amore, un tema ben presente in queste pagine, ancora una volta colto dalla quotidianità ma espresso nei sedimenti che si depositano in un animo poetico. Interessante è poi il progetto costruttivo di questo libro, che è tale proprio in virtù di una identità di percorso interno che è certo coerente, ma insieme anche molto mosso e aperto.

Maurizio Cucchi

 
 
 
 
Il salto e sei di là:
da terra a terra
da aria a destino
 
una strada scoscesa, una radura
sentieri mai battuti
i tuoi occhi soltanto a coprirti le spalle.
 
Il salto e sei di là:
da terra a terra
da buio a destino.
 
Questa l’azione, questo il giorno.
 
 
 
 
 
 
È solo un attimo il salto dalla banchina.
 
L’esplosione ha risuonato
nella piccola baia.
 
La vita è caduta in fondo al mare.
In fondo al mare la strada.
 
Ecco altre navi
viene il mondo.
 
Il salto nel buio
il pane quotidiano.
 
 
 
 
 
 
Dove il sentiero si stringe
con durezza di passo?
 
E il sasso ha parlato alla croce e il prato
ha smesso di cantare?
 
Le braccia lungamente distese
come in preghiera. Ma il vento
 
non vuole più volare e la preghiera
con lui. Dopo questo momento
 
un altro fuori dalla notte.
 
 
 
 
 
 
Non ho bussola né vele
né l’occasione che vada
in direzione opposta alla pena
 
non ho la bocca piena né costruito
l’inganno per l’invito a cena
non ho risposto all’ultima domanda
tra un equivoco e l’altro. Non ho ritmo
 
per la musica odierna delle idee.
Il cuore ha riflessi di specchio.
Le sue schegge formano il mosaico
che ritocco ogni sera prima di dormire.
 
 
 
 
 
 
Finalmente fiori sul ramo.
Guardo dove incontro bellezza.
 
Poche cose al bisogno:
ginestre e vino sulla tavola
alberi a regalare ombra
acqua per le notti sfinite
mani in forma di sogni
 
poca ma buona terra
intorno alla casa
a consentire
le nostre piccole storie di poeti.