Voci – Claribel Alegría

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Prezzo: 12 euro
Isbn: 9788896526569
 
 


 
 

Nel 1947 Claribel sposò lo scrittore statunitense Darwin Flakoll – Bud – con il quale visse cinquant’anni di grande complicità. Insieme ai quattro figli vissero in diversi paesi del continente americano e d’Europa. Strinsero amicizia con importanti figure della letteratura mondiale tra cui Juan Rulfo, Julio Cortázar, Robert Graves e Italo Calvino, solo per citarne alcuni, e scrissero a quattro mani libri di testimonianza sulla situazione sociale e politica centroamericana. Tra i due sposi la fusione fu completa e segnò la vita di Claribel con il sigillo dell’amore eterno: tutti quelli che amo / sono in te / e tu / in tutto ciò che amo. Bud appare puntualmente in ogni libro e, dopo la sua morte nel 1995, la penna premurosa di Claribel continua a riportarlo in vita perché siamo stati una farfalla / spensierata / due ali in volo / una / nel riposo.

L’amore. Alegría ha sempre scritto mossa e commossa dall’amore. La sua appartenenza alla corrente letteraria che si sviluppò in Centro America fra gli anni cinquanta e sessanta, la “Generación comprometida” o “Generazione Impegnata”, risponde più che a una sua adesione ideologica, all’empatia per i più deboli, gli sfruttati e gli emarginati. Infatti, l’amore per il suo popolo, che viveva tra dolore e morte, la spinge ad abbandonare la pace della sua residenza maiorchina e a trasferirsi in Nicaragua per combattere la rivoluzione con l’arma appuntita della parola. Nonostante la rabbia e il fuoco, la sua poesia non perde il delicato equilibrio estetico che colpisce il bersaglio con fermezza e un linguaggio semplice, talvolta colloquiale, che arriva a illuminare gli abissi più profondi dell’esistenza umana.

L’amore, la perdita, il dolore, il desiderio, la morte e la speranza sono il fulcro della sua creazione poetica. Perché sono l’essenza dell’essere umano. E per Claribel scrivere è un’espressione del vivere. C’è una coincidenza e una coerenza tra i gesti della poetessa e la sua poesia che rende l’una inseparabile dall’altra. Lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano gioca con il suo nome per definirne i versi: «Claribel è chiara e bella». La poetessa nicaraguense Blanca Castellón dice «tutto ciò che tocca questa fata dei versi con la claribitezza della sua penna, genera ali». E ancora, la poetessa nicaraguense Gioconda Belli: «Le poesie sono costruzioni leggere che mantengono un equilibrio sottile. Tutto l’edificio si sostiene o levita su punti d’appoggio occulti, le poesie di Claribel sono colonne esili, le parole fluiscono come riversate su un cassero che si solidifica e testualizza man mano che una legge di gravità tutta sua permette ai versi di impastarsi gli uni con gli altri, con un ritmo che ben si potrebbe ribattezzare con il nome di clarilegro, tanto è caratteristico, tipico di Claribel Alegría. La sua poesia non si limita a raggiungere una perfezione formale vista di rado in Centroamerica; c’è di più: consuma il matrimonio, spesso incompatibile, tra le forme e il contenuto sociale».

Dalla prefazione
di Zingonia Zingone

 
 
 
 

La voz del riachuelo
 
 
Vuelvo hacia el mar
allí nací
y me acogió una roca
cuando salté a la tierra.
Bajo despacio
me detengo en el musgo
en las flores silvestres
bajo en busca del río
que me devuelva al mar.
Mi vecino
el torrente
no sabe que yo existo
brama
salta
llena cauces
estalla
como yo busca el río
disolverse en el río
que me devuelva al mar
porque el mar nos espera
porque el mar es la cuna
porque somos el mar.
 
 
 
 
La voce del ruscello
 
 
Torno verso il mare
è lì che nacqui
mi accolse una roccia
quando saltai sulla terra.
Scendo piano
mi trattengo nel muschio
tra i fiori selvatici
scendo a cercare il fiume
che mi riporti al mare.
Il mio vicino
il torrente
non sa che io esisto
brama
salta
riempie canali
scoppia
anche lui cerca il fiume
dissolversi nel fiume
che mi riporti al mare
perché il mare ci aspetta
perché il mare è la culla
perché siamo il mare.
 
 
 
 
 
 

Yo
 
 
Mi camino soy yo
y con cierta frecuencia
mi alquimista.
 
 
 
 
Io
 
 
Io sono il mio cammino
e con una certa frequenza
l’alchimista di me stessa.
 
 
 
 
 
 

La libélula
 
 
Colgada de esta hoja
amarillenta
contemplo las barreras
que me cercan.
Es el vuelo final
el vuelo al que le temo
y tanto ansío
el vuelo que nos lleva
nos diluye
y a salto de alas nos derrama.
 
 
 
 
La libellula
 
 
Appesa a questa foglia
giallastra
contemplo le sbarre
che mi circondano.
È il volo finale
il volo che temo
e bramo tanto
il volo che ci porta via
ci dissolve
e in un batter d’ali ci disperde.
 
 
 
 
 
 

Testamento
                    A mis hijos
 
Les dejo una escalera
tambaleante
inconclusa
tiene peldaños rotos
otros están podridos
y más de alguno
entero.
Repárenla
elévenla
suban por ella
suban
hasta tocar la luz.
 
 
 
 

Testamento
                    Ai miei figli
 
Vi lascio una scala
traballante
incompiuta
con qualche scalino rotto
alcuni marci
e più di uno
intero.
Riparatela
mettetela in piedi
saliteci sopra
salite
fino a toccare la luce.
 
 
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