Se è la fine del mondo voglio tenerti per mano – William Wall



 
 
Se è la fine del mondo voglio tenerti per mano
William Wall
traduzione di Adele d’Arcangelo
Pagine 142
Prezzo 15 euro
ISBN 979-12-81825-61-1
 
 


 
 

La voce poetica di William Wall, tanto lirica quanto ironica, si muove senza contraddizione fra un registro intensamente intimo e uno pubblico, fra personale e politico. Poeta influenzato, per sua stessa ammissione, da Yeats e dai grandi autori del modernismo, ma anche dalla Beat Generation – combinazione suggestiva e inaspettata –, Wall ha saputo articolare in versi originali e autorevoli le sue riflessioni sui temi cruciali della poesia del nostro tempo: i contrasti abrasivi dell’amore e il bruciante sentimento della perdita, la comprensione per il delicato equilibrio ambientale e per la fragilità del paesaggio, la fredda ferocia di certo capitalismo. Un autore, insomma, che si trova a suo agio mentre mescola, in modo davvero sapiente, gli accenti della poesia civile con quelli della lirica più intima, privata. La raccolta che qui presentiamo offre al lettore italiano una scelta di poesie tratte dalle raccolte fin qui pubblicate da Wall, dalle prime liriche d’amore ai componimenti sulla morte dei genitori, dai versi recenti sull’Italia, paese dove vive per buona parte dell’anno, a quelli sulla sua terra d’origine, l’Irlanda. E nella poesia di Wall, in effetti, risulta del tutto evidente l’amore profondo per la nostra lingua, così come ovviamente per la letteratura italiana, in particolare per due fonti di ispirazione molto diverse fra loro ma sempre importanti, Dante e Gramsci. Questa raccolta, tradotta da Adele d’Arcangelo, appare come una sorta di album emotivo e filosofico, arguto e pungente, sempre ad alta intensità espressiva, nel quale prendono vita le passioni pubbliche e private che William Wall ha coltivato in una vita di scrittura.

Antonio Riccardi

 
 
The Ship of Theseus
 
i know so little
about who i am
that i write
from the prejudice
of the moment
in the hope
of finding
where i stand
and like the ship
of Theseus
everything changes
day by day
until nothing remains
i remake myself
in every new phrase
 
 
La nave di Teseo
 
so così poco
di chi sono
che scrivo
dal pregiudizio
del momento
nella speranza
di capire
dove mi trovo
e come la nave
di Teseo
tutto cambia
giorno dopo giorno
finché nulla rimane
e io mi ricostruisco
in ogni nuova frase
 
 
Winter Holiday
 
a bad tooth struggles out of a green sea
Baltimore November ’97 and i want to tell you
something about water not knowing exactly
what anyone can say about it anymore
i want to talk about you
two boats pair-trawling a mile out lost to the land
the sea swallows their engine noises
the surge of the wave along the rocks is rapids
a maelstrom see how it liquidates what was rock
i want to talk about you
a baby seal-head moons black eyes at us
in the grey line where the spindrift churns off the cliff
wondering where all the mackerel have gone
nets and gins and everything that holds us holds him
i want to talk about you
talk is cheap so sit by me and look out there
the curve we call the end of the earth is five miles away
if it is the end of the earth i want to hold your hand
and say something about this black rock and green sea
i want to talk about you
 
 
Vacanza d’inverno
 
uno scoglio rotto emerge da un mare verde
Baltimora novembre ’97 e voglio dirti
qualcosa sull’acqua senza sapere esattamente
cosa si possa ancora dire in merito
voglio parlare di te
due barche per la pesca a strascico si perdono
a un miglio dalla costa il mare inghiotte i loro motori
l’onda che si erge sugli scogli è una rapida
un vortice guarda come dissolve quel che era roccia
voglio parlare di te
un cucciolo di foca con occhi tondi neri ci guarda
sulla striscia grigia dove gli spruzzi s’infrangono contro gli scogli
si chiede dove siano finiti tutti gli sgombri
le reti e le trappole e quel che ci trattiene lo trattiene
voglio parlare di te
le parole non costano quindi siediti qui a fianco e guarda fuori
la curva dove finisce il mondo è lontana cinque miglia
se è la fine del mondo voglio tenerti per mano
e dire qualcosa su questo scoglio nero e questo mare verde
voglio parlare di te
 
 
Flight
 
i missed the flight
because of the terror alert
that has terrified everyone
i had some liquid in my pocket
that they thought
might be explosive
just the artificial tears
i have begun to use
because they come easier
and less painfully
and while i waited for my tears
to be decommissioned
the other passengers said
who would think of taking
tears on a journey
during the war on terror
and where did i think i was going
and who would i use them on
 
 
Il volo
 
ho perso il volo
per via dell’allarme terroristico
che ha terrorizzato tutti
avevo in tasca del liquido
che pensavano
fosse esplosivo
erano le lacrime artificiali
che ho iniziato a usare
perché scendono più facilmente
e con meno dolore
e mentre ero in attesa che le mie lacrime
venissero disinnescate
gli altri passeggeri si dicevano
chi mai poteva pensare di portarsi
lacrime in viaggio
durante la guerra del terrore
e dove pensavo di andare
e su chi le avrei versate