L’ora del mondo su L’Estroverso – un’intervista

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da L’Estroverso
 
 

Qual è stata la scintilla che ha portato il tuo “L’Ora del Mondo”, meglio: in che modo la (tua) vita diventa linguaggio?
 
Quando, nel 2019, mi è stato offerto un lavoro in una società di consulenza integrata, da tempo nutrivo il desiderio di scrivere un libro di poesie incentrato su temi economico-finanziari. Il percorso di scrittura è stato tutt’altro che agevole, non solo a causa dei ritmi di un mondo che mi era pressoché sconosciuto – quello della finanza agevolata –, ma anche perché mancavo delle basi teoriche essenziali per comprendere appieno il contesto.
L’Ora del Mondo riflette il lungo impegno quotidiano di quegli anni di studio, apprendimento e riflessione. Durante questo periodo, ho preso appunti e plasmato un idioma personale che mirava a gettare nuova luce sugli angoli oscuri della nostra società, traducendola in versi che – almeno nelle intenzioni – avrebbero dovuto essere intensi e taglienti.
 
 
La poesia è un destino?
 
Nella mia esperienza, scrivere poesie è un atto di coraggio, poiché implica costanza e dedizione.
Per questo, posso affermare con certezza che la poesia non è un destino, siccome, a differenza dal destino, che accade indipendentemente dalle nostre azioni, la creazione poetica è intrinsecamente legata alla volontà e alla determinazione del suo autore.

 

intervista a cura di Grazia Calanna

 
 

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