La pietra e il prato – Antonella Bukovaz

Copertina di La pietra e il prato
 
 
La pietra e il prato
Antonella Bukovaz
Pagine 64
Prezzo 15 euro
ISBN 979-12-81825-62-8
 
 


 
 

Una pietra, è questa l’occasione per Antonella Bukovaz di costruire un poemetto materico e interrogante. La pietra sta nel prato, viene raccolta, lanciata, portata nello zaino, custodita in casa. La sua immobilità apparente medita su movimenti tanto geologici quanto emotivi, linguistici, familiari. Da una parte c’è la pietra con la sua compatta resistenza al tempo. Dall’altra un prato, evocato già dal titolo, che è esposto al mutamento delle stagioni, allo sfalcio. In mezzo, la voce. La Valle, l’Isonzo, il Montasio, Idrija, Raibl, Caporetto, Stromboli. Le pietre raccolte sono reperti affettivi di una storia personale e collettiva. Ogni luogo è un deposito di stratificazioni in cui il tempo umano incontra un tempo più vasto. Trasformando la geologia in una forma di autobiografia scandita dal dolore e dalla sopravvivenza. Il poemetto, in atto unico, richiama Mandel’štam, Cvetaeva, Brodskij, Caillois, Primo Levi, Parise, Brancusi, Dylan Thomas. Le note poste accanto ai versi (e non, come d’uso, a piè di pagina) puntellano presenze chiamate a testimoniare il rapporto tra forma e caduta, materia e parola.La pietra e il prato è un’attesa che si apre a una conoscenza più precisa e più fragile. Il verso procede per attriti, fenditure, e tiene assieme gesto domestico e cosmologia, corpo e minerale. È un libro, questo, sulla permanenza. Alla domanda “cosa resiste in te?” Bukovaz offre come risposta il prato dove deporre il peso, la pietra da ascoltare, il tempo da abitare senza illudersi di possederlo.

 
 
rispecchiano il prato le nuvole
un solo metro quadro è osservabile
per anni senza tedio è custodia
di stupore leggero è strato
di grazia superficiale della crosta
di minime architetture di steli
autostrade per gli insetti
e ciò che svetta
è per spargere meglio il seme
nella fretta di chi sa la propria brevità