Il quinto tempo su Leggere Tutti

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Il quinto tempo di Paolo Parrini (Samuele Editore, 2023) ammette il trascorrere del tempo come concezione ermeneutica dell’esistenza e modello interpretativo degli eventi, carichi di significati spirituali ed emotivi.

La poesia di Paolo Parrini esamina la realtà, ne vive l’inquietudine e ne preannuncia la solitudine, esplora il mondo soprasensibile attraverso l’esperienza interiore di un dialogo che è sempre voce accesa e preghiera riconoscente alla vita e alla sua grande verità. I testi suggeriscono una riflessione intimista, seguono il pensiero umano delle infinite frantumazioni del sentire, raggiungono l’essenza dei ricordi, sostando nell’ascolto delle vibrazioni che ogni sentimento concede al suono prolungato e autentico della parola donatrice di senso. Paolo Parrini conserva la declinazione del ritratto esistenziale come una rappresentazione carica di estensione poetica, romantica e lucida, sottratta all’azzardo di svanire nel distacco dell’assenza, misura la consapevolezza della nostalgia nella proporzione delle eclissi relazionali, concentra l’inesauribile fonte d’ispirazione dal passato, nel patrimonio commovente della sincera affinità, tra l’intonazione del paesaggio e il rilievo dell’anima.

Il quinto tempo varca la dimensione del divenire nella misura intuitiva e sensibile dei versi, presenta il dono delle immagini in continua trasformazione verso la natura molteplice dello spazio – tempo, illustra il tentativo di condividere la direzione dell’impercettibile, nel filo tangibile dello svelamento del vivere. Paolo Parrini rimuove la polvere intermittente dell’instabilità, conosce la revocabilità del conflitto spirituale, ricerca la congiuntura conseguente al passaggio del dolore, convive con la contingenza della percezione, scardina il legame di appartenenza tra le stagioni dell’essere e la cadenza ciclica delle apparenze, sconfina l’orizzonte dell’estetica dell’effimero, declina la destinazione della soggettività umana nell’etica cognitiva dello sradicamento. Allontana il vincolo dello smarrimento riscattando la naturalezza e la spontaneità dell’equilibrio con la natura e la corrispondenza degli affetti, cristallizza la visione della dissolvenza lungo l’instabilità affranta del dolore, orienta la consolazione taumaturgica dell’attesa e la resistenza costante della speranza.

Rita Bompadre

 

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