Esordi 26

Copertina di Esordi 26
 
 
Esordi
Alessio Cassera, Flavia Fratini, Giulia Oglialoro
Pagine 82
Prezzo 15 euro
ISBN 979-12-81825-56-7
 
 


 
 

Esordire, come principiare, come nascere, ha nel suo seme un che di lontano dal calcolo e dall’agire razionale. Ha a che vedere con la fiducia che l’esistere sia un atto in qualche modo rivoluzionario, anche quando si tratti di un singolo chicco che spinge nel buio della terra. Farsi carico di questa piccola rivoluzione, proprio nel momento in cui ogni rivoluzione sembra insensata e inutile, è forse compito della poesia.

Abbiamo scelto tre esordi, ai quali chiediamo di dare credito e fiducia. Non una scelta generazionale, perché la gioventù e la meraviglia che si sono ricercate sono invece quelle della lingua, dello sguardo e del pensiero, all’interno di testi che finora non abbiano trovato una destinazione compiuta sulla carta. Gli esordienti del 2025 sono Alessio Cassera (Felici circostanze), Flavia Fratini (Mosche e coralli) e Giulia Oglialoro (Copia dal vero).

Facendo tesoro delle esperienze precedenti, Esordi vuole dunque essere un radar che indaga sul contemporaneo, offrendo a tre autori l’occasione di esordire in un luogo importante come Pordenonelegge. Uno sguardo in divenire sulla lingua del nostro tempo: qualcosa che in Italia, oggi più che mai, sembra essere necessario.

 
 
 
 
Felici circostanze
 
Si è sempre senza volerlo davvero
un po’ in ritardo rispetto
a chi la strada la conosce meglio
e poco valgono le stime allora del navigatore
se senza volerlo non calcolano
la variabile terreno, l’autista X. Eppure
con tutto il ritardo
non è male arrivare alla meta
se parcheggiate si trovano delle macchine familiari
e i motori ancora caldi, e se dopo tanto
tanto buio tra le foglie e i colli
finalmente una luce illumina il piazzale.
 
Alessio Cassera
 
 
 
 
 
 
Mosche e coralli
 
Il sole ci punge attraverso il fitto
ricamato di ciclamini e stracciabraghe.
Qui il bosco è già tomba del mare.
Qui l’erica incorona le onde
nella terra rivoltata dai cinghiali.
Avevamo le scarpe tutte uguali.
E piccole bacche rosse
al posto delle dita.
 
Flavia Fratini
 
 
 
 
 
 
Copia dal vero
 
Le dicevano: non disegnare sui muri
non sporgere la voce
oltre le superfici, non gettare
figure in questo fondo
cupo oltremarino
fino a intravedere stirpi
immaginarie – suonatrici di liuto e martiri
su cui regnare con il tuo scettro
sottile come piuma
e una più trasparente corona. Lascia
si assopisca in te
la visione, non cercare
un’alleanza fra le cose.
 
Giulia Oglialoro