Una poesia che segua le rotte della realtà, temeraria e capace di esporsi ai cambiamenti prospettici della società quanto alle rivoluzioni linguistiche, seppure a ribasso. È la sfida della rassegna Una Scontrosa Grazia, che prende il nome dal celebre verso di Umberto Saba e che da dieci anni ospita la poesia internazionale nel cuore di Trieste. D’altro canto, il tema stabilito per il 2026 è “Naviganti”, tema condiviso da tutti i festival indipendenti che aderiscono alla Rete Pym. Promossa dall’associazione emiliana “Il Gruppo del Tasso” e diretta da Alessandro Canzian, con il sostegno costante di Federico Rossignoli, Carlo Selan, Mario Famularo e Marijana Šutić, nel corso di un decennio l’iniziativa ha selezionato oltre un centinaio di intellettuali con le loro pubblicazioni più significative.
«Da sempre invito a leggere Giampiero Neri, Giovanni Giudici e Vittorio Sereni, penne magistrali che hanno scritto in versi rimanendo attaccate alla loro lingua naturale; poiché oltre alla forza del testo è necessario misurarsi con la profondità che il linguaggio ha maturato nei secoli», ha auspicato Mario Santagostini, che lo scorso 31 gennaio ha inaugurato l’undicesima edizione con L’antologia ragionata (La Gialla, Samuele Editore – pordenonelegge, 2025). Mentre sabato 28 febbraio, alle 18, sempre alle Librerie Lovat, il ciclo di incontri prosegue con Matteo Bianchi e il suo Christopher (Interlinea, 2025), presentato da Mary Barbara Tolusso. Se a marzo sarà la volta di Davide Belgradi con Rizoma (Ronzani, 2025), ad aprile l’ultimo piano della libreria triestina spetterà a Carmen Gallo con Procne Machine (Einaudi, 2026), che con Bianchi condivide l’idea che non si canti da soli, che la poesia si possa originare soltanto da una relazione, nascendo dall’ascolto, dall’accoglienza delle rispettive contraddizioni e dalla trasmissione all’altro da sé.
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