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Vivere come scrivere. Quattro poeti della Svizzera italiana

Quattro vite e quattro modi di abitare i versi: un viaggio nelle case, nei luoghi di lavoro e nelle abitudini quotidiane di Andrea Bianchetti, Noemi Nagy, Mercure Martini e Sara Sermini, per raccontare la poesia non come gesto isolato ma come forma viva, radicata nel presente

 
Di Daniele Bernardi 
 
Come forse qualcuno ricorda, Bene! Quattro diversi modi di morire in versi: Majakovskij-Blok-Esenin-Pasternak è il titolo della versione televisiva di uno spettacolo-concerto realizzata per la RAI da Carmelo Bene nel 1974. Nel dedicare una sorta di edizione speciale dello storico «Colpo di poesia» ad alcune voci contemporanee del nostro territorio si è voluto accennare – certo senza pretesa di paragone e con le dovute misure – al nome di questa trasmissione, ma rovesciandone il significato: Quattro modi di vivere in versi è infatti una rubrica che sull’arco di venti episodi presenta testi di Andrea Bianchetti, Noemi Nagy, Mercure Martini e Sara Sermini.
 
L’idea nasce sia in contrapposizione a un’epoca – la nostra – in cui, purtroppo, il morire violento appare come regola imperante che a partire dal tipo di formato proposto. Infatti, per raccontare dei quattro poeti e della loro scrittura, non ci si è limitati, come altre volte, alla sola lettura dei versi da parte di un interprete, ma si è voluto raggiungere gli autori a casa o sul posto di lavoro, così da entrare, appunto, nel vivo di una quotidianità che li renda a noi vicini.
 
A contatto col loro mondo e con le consuetudini giornaliere si è quindi raccolta di ognuno la testimonianza, facendo scegliere e commentare cinque testi reputati dai coinvolti significativi per la propria persona e per il proprio percorso creativo. In sede di post-produzione si è affidata poi la lettura dei brani a Massimiliano Zampetti e a Margherita Coldesina, entrambi voci note delle produzioni di Audiofiction RSI.
 

Noemi Nagy, ovvero: il buio sotto la pelle

Noemi Nagy – Poi hai ripreso di colpo a respirare
Noemi Nagy – Confrontare l’età degli altri con la propria
Noemi Nagy – Mentre avevi la febbre abbiamo sostituito le uova
Noemi Nagy – Le oche ammazzano i vicini
 
Nella sessione Il buio sotto la pelle, incentrata sulla poesia di Noemi Nagy, ci troviamo invece a Milano, non lontano dalla stazione Centrale, a casa della giovane scrittrice ticinese di origini transilvane. È nella sua abitazione – in cucina per l’esattezza – che l’autrice ci racconta della genesi di alcuni testi di Sottopelle (Samuele Editore, 2025), libro in cui tocca i temi della malattia e dell’origine; una parte di questo suo esordio in solitaria era già apparsa nel 2023, all’interno del Sedicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea della Marcos y Marcos.
 
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