Sottopelle – Noemi Nagy



 
 
Sottopelle
Noemi Nagy
Pagine 82
Prezzo 15 euro
ISBN 979-12-81825-36-9
 
 


 
 

Abbiamo conosciuto la poesia di Noemi Nagy nel XVI Quaderno italiano di poesia contemporanea, pubblicato da Marcos y Marcos nel 2023. Lì era il primo nucleo di questa silloge, che ora – dilatata in molte tra le possibili direzioni – corrisponde a un’idea stratificata di “sottopelle” del corpo e del noncorpo: se ad exergo della prima sezione si legge la considerazione “Sua caratteristica principale / è la mancanza del corpo”, infatti, è visibilmente presente nell’autrice la consapevolezza che nulla è visibile quanto ciò che sembrerebbe mancare. Ed è nella ricorrenza del corpo come verità e metafora che emerge – nel dire di Nagy – una mappa di situazioni che mirano a interpretare la complessità del presente, della sua fatica e del suo orrore: la cruenza delle immagini – nel susseguirsi di un disagio che si mantiene coerentemente sotto la pelle, in un sangue mai dichiarato ma sempre circolante – sostiene una narrazione tesa, che vuole – e sa – farsi ricordare per l’incisività delle scene evocate e per l’esattezza delle proporzioni.

 
 
 
 
I
 
La terra è fradicia, gli alberi si arrampicano sopra gli altri. Il più basso lo vedi: cresce o crepa. Ceppi spuntano dall’acqua, la superficie si alza. Impariamo a camminare come i Weltu: così i pastori, i piedi rivolti all’indietro.
Non gli orsi. Quelli zittiscono i cani.
 
Sono corpi di cui non restano avanzi – solo denti
 
 
Gyűjtsd össze az összes fogat
 
dentro a un’unica grande pelle sulla superficie le alghe
che non suda, li tiene a galla
tutti i denti che torniamo a prendere.
 
Gyűjtsd össze az összes fogat
 
ti resterà sullo stomaco la puzza ó questa e la distesa
e di acqua nera. Allunghi le braccia
gyűjtsd össze verso il basso dove
 
a bocca chiusa sposta
i residui mentre cammini fin sopra alle ginocchia
 
gyűjtsd össze az összeset
ma raccogli le lische almeno az összes fogat
 
 
I due signori sono venuti fino a qui per studiare la conformazione delle grotte. Ora stanno al piano di sotto dove fa più caldo. Parlano inglese e bevono pálinka. Noi cerchiamo la donna ma la donna è fuori
 
 
nyakláncot fogsz fűzni
 
serviranno ago e filo per le mani
ó, fehér kezeid troppo grosse per infilarsi negli spazi
accarezzano la mia schiena che è una schiena pelosa
 
le mani sono le tue
mentre i denti
 
fehér fogakból láncot fognak fűzni
 
la schiena che si inarca
 
 
Questa è l’ora del giorno in cui fa più buio. Puoi sentirli respirare, i Weltu bocche grandi piedi storti, attraverso i vetri. I lamenti di un vitello.
La donna ha preso con sé alcuni cani e bastoni.
 
Quando non lo sentiremo più potremo uscire anche noi
tornare al lago con le reti
 
 
 
 
 
 
II
 
La mattina seguente i davanzali sono coperti di mosche. Qualcuno ha tagliato una parte dei lenzuoli. Ci alziamo per trovare i nostri piedi già scoperti la gola anche aperta il fiato si condensa e ha freddo
Tu lo sai che cos’è un cane
 
ha benne vagy
 
la donna dice mangialo.
 
Dobbiamo ancora disgrassare la carne
imparare a sfilare la colonna vertebrale con un unico lungo gesto
 
te fel tudod ismerni batterla sul tavolo
 
Il colore bianco come di involucro ci avvertono: sega le corna di una vacca
se è bagnato con le gambe di fuori gli occhi le mani sono finte e galleggiano – potrai vederne il cervello
 
de még mindig fel tudod ismerni
 
Scaldiamo una tazza di latte nel pentolino si incrosta. Il freddo ai piedi le assi si staccano dalle pareti: sotto di loro marcisce quello che sta sotto
Un uomo è uscito dallo sgabuzzino e non parla. È venuto per i topi
 
i loro corpi sono ancora dei corpi e noi siamo dentro, i denti invece affondano sono denti veri
 
li conosci anche tu, e ancora
non hai paura se allunghi il braccio fino a qui fino quasi a toccarne lo spazio cavo ha még mindig benne vagy il dentro
 
 
 
 
 
 
III
 
Usciamo per andare a caccia delle uova deposte la notte: molto presto, prima che la testa umida e il becco le crepino dal dentro. Anche noi portiamo i bastoni ma sono più corti e appuntiti sui gusci sono così sottili che i capillari li percorrono
 
bentről al caldo
piangi il desiderio di essere mangiate
le conservi
meg kéne enni con le tre nostre mascelle
stretti i denti dello stomaco
prima che vadano a male non provano dolore.