Ratatuia / Puisìis sparnissadis – Silvio Ornella

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Ratatuia / Puisìis sparnissadis
Silvio Ornella
poesie disperse 1996-2026
prefazione di Paolo Venti
con uno scritto dell’Editore
Pagine 190
Prezzo 18 euro
ISBN 979-12-81825-52-9


 
 
 
 

Niente di facile nella scrittura di Silvio Ornella, questa è la prima impressione che si prova scorrendo il libretto che raccoglie i testi scritti dal 1996 al 2025, trent’anni di scrittura, sparsa,Ratatuia. Niente di facile perché la sua è una poesia che volutamente si pone sul versante della sperimentazione, in linea certo con la lezione del gruppo Majakovskij di cui ha fatto parte per tanti anni, ma soprattutto per una sua natura, inclinazione a un dettato contratto, a tratti ostico.

Ci sono tanti livelli di difficoltà, verrebbe da dire parafrasando il linguaggio dei videogames, ostacoli frapposti al raggiungimento di un senso, barriere che Silvio dissemina fra sé e il lettore, sfidandolo a una conquista. Niente è regalato, serve impegno, pazienza. Il dialetto, intanto, che certo le traduzioni aiutano a dipanare ma da cui non si può prescindere in alcun modo se si vuole risolvere l’equazione, come vedremo, che occorre attraversare verso per verso, glossa per glossa se si vuole chiudere il cerchio.

Paolo Venti

 
 
Iò i scrif
A Jacu
 
Iò i scrif
cul vingiostri dai tes
ta ’na lenga morena ch’a cres
in font la sgiavina dal mont
strassinada rudina.
E li’ peràulis a son
ris ch’a sbrissin
planc planc ta la sera
ziziài di ciera
sanc zal di fossài
parsora la sopa ch’a slaca
in font la sgiavina dal mont.
 
Io scrivo
 
Io scrivo
con l’inchiostro dei tetti
in una lingua erbaccia che cresce
in fondo all’orlo del mondo
trascinata rovina.
E le parole sono
ricci che scivolano
pian piano nella sera
ditali di terra
sangue giallo di fossi
sopra la zolla che cede
in fondo all’orlo del mondo.
 
 
 
 
Da canài
 
Da canài i zuiavi
zornadis interis
tal pulinàr di me nona Celia
in banda dal coreli.
Cui claps netàs da la pulina
ingrumavi stropis
par ciapà l’aga ch’a iu faseva
rodolà via.
 
Cussì adès
i fai puisia.
 
Da bambino
 
Da bambino giocavo
giornate intere
nel pollaio di mia nonna Celia
a fianco del rigagnolo.
Coi sassi ripuliti dallo sterco di gallina
ammonticchiavo chiuse
per acchiappare l’acqua che li faceva
rotolar via.
 
Così adesso
faccio poesia.
 
 
 
 
In miès da la strada
 
La rassa scrufada
ch’a svualopèa di bant
in miès li’ schivanelis.
 
Cussì si mòu.
 
In mezzo alla strada
 
L’anatra rannicchiata
che sbatte inutilmente le ali
in mezzo alle sterzate.
 
Così si muore.