L’età verde su La Balena Bianca


da La Balena Bianca
 

L’estate non è mai soltanto uno scenario meteorologico. In queste pagine, ci troviamo di fronte a un’età dell’anima, un orizzonte in cui tutto sembra possibile, in cui il mondo che ci circonda prende forma senza ancora irrigidirsi, in cui l’identità è viva. Si tratta della sezione che chiude il libro: dopo Verde cacciatore (Il padre), Verde primavera (La madre), Verde palude (La nonna), Verde menta (Il fratello) e Verde Arlecchino (La sorella), ecco Verde giungla (L’amato).

Il verde giungla rappresenta una tonalità intensa, profonda e satura di verde, che evoca la vegetazione lussureggiante e impenetrabile delle foreste tropicali. I toni scuri di questo colore sono spesso associati a calma e stabilità, ma in questa versione più intensa vi è anche un’energia nascosta, che richiama l’ignoto, l’esplorazione. Come in una foresta fitta, Corbetta ci invita a entrare dentro noi stessi, a compiere la nostra esplorazione; ma queste tonalità avvolgenti possono offrire anche una sensazione di “rifugio”, come un luogo protetto dal mondo esterno.

Il luogo della sua estate, ma non solo. «Quell’estate, ti sbagli, non è stata | una faccenda personale»: suggerisce che quell’esperienza è condivisa, collettiva, quasi archetipica. L’estate è il tempo della scelta, ma anche quello dell’incanto, dell’attesa, della giostra che gira lenta mentre il paesaggio intorno a noi cambia. È una stagione che torna nei versi con insistenza, come se volesse essere trattenuta un’ultima volta. Ci si volta indietro, si guarda con dolcezza e rimpianto a ciò che si è stati, e si cerca una lingua adatta a raccontarlo.

Elena Grazioli

 
 
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